Sabato 21 febbraio ci sarà un nuovo appuntamento a Palazzo Collicola da non perdere!
L’inaugurazione delle nuova stagione espositiva inizierà alle ore 11:00 e chiuderà agli inizi di giugno. Include quattro nuovi progetti espositivi: Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea, mostra collettiva a cura di Gianni e Giuseppe Garrera; Agraria, mostra personale di Franco Troiani a cura di Saverio Verini; Sculpture speaks louder than words, mostra personale di Barry Flanagan a cura di Jo Melvin; Lirico Sperimentale. Manifesti d’autore, una mostra che comprende una selezione dei bozzetti originali dei manifesti del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A.Belli” a cura di Raffaella Clerici e Saverio Verini.
Con questa serie di appuntamenti, Palazzo Collicola propone al pubblico un percorso che intreccia memoria storica e sensibilità contemporanea, rafforzando il dialogo tra arte e territorio.
Al piano terra del museo sarà allestita la mostra collettiva Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea, realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. A cura di Gianni e Giuseppe Garrera, il progetto propone una rilettura in chiave contemporanea della figura del Santo, profondamente legato al territorio umbro e spoletino: Francesco scelse infatti Monteluco, la montagna che s’innalza di fronte a Spoleto, come luogo di preghiera e contemplazione e, secondo la tradizione, pronunciò la celebre frase «Nihil jucundius vidi valle mea spoletana» – «Non vidi mai nulla di più gioioso della mia valle spoletana» – che ancora oggi testimonia il suo rapporto privilegiato con il contesto.
La mostra ripercorre l’esempio radicale e impraticabile di San Francesco – dell’avventura e della parabola del Santo – attraverso frammenti luminosi rintracciabili in opere d’arte contemporanea. Immaginando l’impossibilità di fatto di poter avere un contatto diretto con San Francesco, se ne rinvengono solo le schegge, come di un vaso infranto e da ricomporre, incastonate in momenti speciali e autentici della ricerca contemporanea. Il percorso espositivo, concepito come uno scambio di segni tra memoria storica e sensibilità contemporanea, si fonda su prestiti dalle collezioni private dei curatori, frutto di attenta raccolta e selezione nel corso degli ultimi vent’anni, arricchita da prestiti nazionali e internazionali e da opere site-specific realizzate per gli spazi storici del palazzo.
La mostra, a partire dal concetto di “minorità”, intesa come sfida alla società e rifiuto di tutti i suoi principi per “farsi minori” e mettersi al servizio del prossimo, tenta di evocare e reinterpretare i valori fondamentali di San Francesco – povertà assoluta, farsi minori, corporeità e nudità, abdicazione dell’umano di fronte agli animali, amore per le creature – non attraverso immagini della tradizione, ma mediante l’“esempio” di pratiche artistiche contemporanee articolate in sezioni dedicate ai diversi temi: la presenza esclusiva del Vangelo; la condanna radicale di ogni aspetto della ricchezza; il linguaggio come strumento di controllo e potere da demolire; la sottomissione alla natura e al creato fino alla gloria della fraternità con la morte. Il percorso si sofferma, inoltre, con particolare dedizione, sulla santità attiva, fondata dai miracoli, e sul privilegio femminile, con riferimenti a Santa Chiara e alla clausura come scelta di introspezione e resistenza.
Artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini, Salvo, Anna Torelli, insieme ad altri di generazioni successive come Luca Bertolo, Matteo Fato, Flavio Favelli, Cesare Pietroiusti, Tomas Saraceno, Luca Vitone, per citarne solo alcuni, offrono al visitatore interpretazioni inedite e suggestive del pensiero francescano, trasformando Palazzo Collicola in uno spazio in cui la storia dialoga con il contemporaneo.
Ogni sala diventa così luogo di esercizio spirituale, di meditazione, contemplazione e stupore, dove l’eredità estetica di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.
Al Piano Nobile sarà allestita Agraria, mostra personale di Franco Troiani a cura di Saverio Verini, progetto che coincide con gli ottant’anni dell’artista e con i quarant’anni dello STUDIO A’87 da lui fondato, realtà che ha svolto un ruolo fondamentale per la scena artistica di Spoleto e dell’Umbria. La mostra mette in dialogo la materialità essenziale dei lavori – realizzati prevalentemente in legno ed elementi trovati – con la fastosità degli arredi storici, attivando una relazione dialettica tra le opere e gli ambienti del Piano Nobile.
Il titolo, Agraria, rimanda a una visione che attraversa in profondità la pratica di Troiani, evocando un’operosità legata alla terra, ai suoi cicli e a un’idea di “fare arte” fondata su semplicità, metodo e continuità. Il riferimento alla dimensione agricola non assume un valore iconografico, ma si configura come principio operativo e orizzonte etico: un atteggiamento vicino a un ruralismo contemporaneo, distante dal consumo e dalla spettacolarizzazione, fondato sulla condivisione dei processi e su un pensiero critico costruttivo. La terra umbra emerge come matrice strutturale del lavoro, rintracciabile nei processi di realizzazione e nei materiali delle opere.
Pur configurandosi come un progetto di natura antologica, la mostra non segue un criterio cronologico né ambisce a sistematizzare la vasta produzione dell’artista. L’obiettivo è piuttosto quello di presentare una selezione mirata di opere – una sorta di best of – che spazia dalla fine degli anni Settanta fino a oggi, includendo anche un lavoro inedito realizzato appositamente per l’occasione.
Al secondo piano di Palazzo Collicola sarà allestita la mostra Sculpture speaks louder than words di Barry Flanagan, a cura di Jo Melvin, prima esposizione personale dell’artista in Italia dopo la sua scomparsa nel 2009. Il progetto, realizzato grazie al sostegno e alla collaborazione con The Estate of Barry Flanagan and Plubronze, propone una selezione di opere che raccontano la ricerca dell’artista britannico, dai primi esperimenti con materiali eterogenei – sabbia, corde, tessuti, gesso, argilla e metalli, caratterizzate da un uso innovativo della forma, del suono e della luce – fino alle sculture figurative in bronzo. Formatosi alla St. Martins School of Art di Londra negli anni Sessanta, Flanagan esplorò fin dall’inizio le interazioni tra scultura, suono e silenzio, concependo la materia artistica come un’esperienza multisensoriale. La sua pratica, vicina al Minimalismo e all’Arte Povera italiana, unisce rigore tecnico, sperimentazione dei materiali e sensibilità poetica, incorporando elementi naturali, riferimenti al mito e forme simboliche.
Il percorso espositivo mette in luce come, per Flanagan, la scultura fosse uno strumento per mettere in comunicazione arte e società, con opere che dialogano – o “parlano”, come suggerisce il titolo – con lo spazio e con il visitatore attraverso leggerezza, movimento e suggestioni sensoriali.
Nella stanza adiacente alla biblioteca sarà allestita la mostra Lirico Sperimentale. Manifesti d’autore, a cura di Raffaella Clerici e Saverio Verini. Il progetto celebra gli ottant’anni di attività del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli”, una delle istituzioni culturali più antiche e prestigiose della città, fondata nel 1947 e da sempre centrale nella formazione e nel lancio di giovani interpreti della scena lirica internazionale. Il percorso espositivo presenta una selezione di bozzetti e disegni preparatori originali, affiancati alla loro trasposizione nei manifesti, ripercorrendo la storia visiva dello Sperimentale e l’evoluzione del linguaggio grafico dagli anni Settanta a oggi. In mostra opere di Emanuele Luzzati, Arnaldo Pomodoro, Toti Scialoja, Pietro Consagra, Ester Grossi e Gilberto Cappelli, tutte parte del patrimonio dell’istituzione, che hanno contribuito a definire l’identità visiva di alcune delle stagioni più significative del Teatro.
Attraverso il manifesto come luogo di incontro tra arti visive, musica e teatro, la mostra sottolinea il profondo legame tra il Teatro Lirico Sperimentale e la città di Spoleto, valorizzandone il ruolo storico e culturale nel panorama lirico nazionale e internazionale.

